Quale prima e prioritaria esigenza viene individuata quella di garantire livelli di apprendimento il più possibile elevati in rapporto alle capacità/condizioni personali ed alla situazione di partenza .
A questo fine i docenti ricercheranno nella propria azione il massimo di efficacia didattica; ciò che si consegue essenzialmente attraverso:
a) la rilevazione della situazione di partenza degli alunni, anche mediante l’uso di strumenti capaci di fornire informazioni in modo oggettivo circa abilità e conoscenze possedute;
b) l’individuazione di specifici obiettivi didattici, per ciascuna disciplina, in termini di prestazioni verificabili;
c) la predisposizione di piani didattici che prevedano :
| gli obiettivi; | |
| l’organizzazione dei contenuti per unità di apprendimento; | |
| le attività da condurre e gli strumenti da utilizzare; | |
| modalità e strumenti di verifica dei risultati. |
Le intese raggiunte impegnano tutti i docenti della scuola.
Il conseguimento di risultati adeguati all’offerta formativa presuppone inoltre:
a) l’acquisizione, da parte degli alunni, di un metodo di studio via sempre più efficace ed autonomo;
b) la consapevole ed attiva partecipazione degli alunni alle attività proposte dai docenti ed il puntuale svolgimento del lavoro assegnato a casa;
c) la responsabile attenzione della famiglia per una fattiva collaborazione con gli insegnanti: in particolare è compito dei genitori educare ad una razionale utilizzazione del tempo extra scolastico all’interno del quale collocare il necessario svolgimento dei compiti assegnati e dello studio domestico.
| sviluppare abitudini e comportamenti mirati al rispetto e valorizzazione della natura e | |
| dell’ambiente; | |
| acquisire conoscenza degli aspetti negativi e positivi dell’azione dell’uomo sul territorio; | |
| capire la stretta interrelazione salute – ambiente; |
| Caratterizzazione di un ambiente naturale significativo del territorio di appartenenza della scuola (pineta – spiaggia – stagno del Calick – Lago di Baratz – Oasi naturalistica Arca di Noè, ambiente costiero- baia di Porto Conte- Parco naturale di Porto Conte) attraverso: | |
| Localizzazione geografica | |
| Riferimenti Storici | |
| Riproduzione fotografica dei luoghi attuali e ricerca di fotografie e disegni di periodi passati. | |
| Videoripresa dell’ ambiente visitato. | |
| Segnalazione (foto, diapositive, articoli sul giornale della scuola) di situazione di degrado ambientale. | |
| Individuazione della flora e fauna rappresentativa del particolare ambiente studiato. |
Oltre gli obiettivi cognitivi operativi sarà oggetto di valutazione
| il comportamento degli alunni nei confronti dell’ambiente visitato. | |
| Produzione di fascicoli illustrativi contenenti disegni, cartine, fotografie, notizie relative alle particolarità delle specie animali e vegetali. | |
| Produzione di Ipertesti. | |
| Produzione di una mini guida turistica del luogo corredata da una carta tematica. | |
| Produzione di un breve documentario con commento sonoro. | |
| Allestimento di una mostra fotografica. | |
| Allestimento di un giardino mediterraneo . | |
| Creazione di un erbario. |
Materiale bibliografico, attrezzature fotografiche, videocamera, cartine topografiche dei luoghi, binocoli, bussole.
Comando Corpo Forestale, Operai forestali, Esperto botanico, Esperto avifauna, Fotocineamatore, Associazioni ambientaliste (Legambiente, WWF, Lipu), Associazioni naturalistiche, Europe Conservation, Associazione Verde Blu.
| acquisire sane abitudini alimentari; | |
| conoscere le conseguenze sulla salute di una cattiva alimentazione in relazione agli eccessi, le carenze, le diete squilibrate, l’eccesso di additivi; | |
| conoscere il rapporto corpo umano – cibo – ambiente. |
| Osservazione e analisi sistematica dell’alimentazione degli alunni. | |
| Le abitudini alimentari del proprio territorio. | |
| Attività di ricerca e indagine sulla produzione e distribuzione di prodotti alimentari tipici del territorio (visite guidate a settori di produzione e distribuzione). | |
| Attività di ricerca e indagine sui meccanismi che spingono verso determinati consumi | |
| Preparazione a scuola di ricette (cibi, dolciumi, particolari conservazioni) tipiche del proprio territorio e della tradizione locale. | |
| Le abitudini alimentari di regioni o paesi diversi. | |
| Le malattie del benessere e le malattie da carenza. |
| L’osservazione di un effettivo cambiamento nelle abitudini e comportamenti alimentari degli alunni rilevato oltre che dalle osservazioni degli insegnanti con questionari da proporre ai genitori. | |
| Produzione di slogan. | |
| Articoli e rubriche appositamente dedicati nel giornale scolastico. |
| Materiale di facile consumo. | |
| Materiale bibliografico | |
| Modesta attrezzatura nella sala mensa e nelle sedi staccate per la preparazione delle ricette. |
| Genitori degli alunni. | |
| Esperto di igiene alimentare. | |
| Operatori USL. |
| Educare i ragazzi ad assumere atteggiamenti di comprensione, pace, tolleranza, uguaglianza tra i sessi, amicizia fra tutti i popoli; | |
| creare nei ragazzi una coscienza critica che li aiuti ad identificare e superare le possibili forme di conflitto tra individui, all’interno della classe, nei rapporti sociali; | |
| promuovere nei ragazzi il rispetto degli adulti, dei coetanei, del diverso e delle diverse culture, della propria identità, della propria lingua e dei propri valori culturali. |
| La convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia. Le organizzazioni internazionali di solidarietà (Unicef; Emergency, Caritas; Croce Rossa etc.). Che cosa sono e come agiscono. Il diritto internazionale. I problemi dell’infanzia nei paesi in via di sviluppo. Carta dei principali conflitti del mondo. Incontri con operatori di associazioni e movimenti di volontariato; con il Comitato provinciale dell’Unicef. | |
| Partecipazione a varie iniziative Unicef (mostre, dibattiti pubblici, cineforum, gare sportive). | |
| Il Natale particolare momento di pace, solidarietà e tolleranza. Organizzazione di una raccolta di alimenti per la Caritas o il Centro di ascolto. Sostenere la vendita dei prodotti Unicef per Natale. | |
| Organizzazione di una raccolta di fondi nell’arco dell’anno per sostenere i progetti Unicef. Rinunciare al superfluo per una settimana e quantificare il risparmio. |
| Osservazione dei comportamenti sociali in situazione. Sensibilità manifestata alle problematiche proposte. Disponibilità concreta ad offrire il proprio contributo. | |
| Mostra di lavori. Cartelloni. Creazione di uno spazio privilegiato nel giornale di classe per iniziative di solidarietà. |
| Comitato provinciale Unicef e altri operatori di associazione e movimenti di volontariato (Caritas, Centro di Ascolto, Croce rossa, Misericordia, Polisoccorso); Parrocchie e gruppi ivi operanti. |
| Giungere gradualmente a una migliore conoscenza del proprio corpo e delle proprie potenzialità. | |
| Realizzare esperienze formative di vita di gruppo e di partecipazione sociale. | |
| Sviluppare un sano senso dell’agonismo inteso come impegno a dare il meglio di se stessi nel confronto con gli altri. | |
| Sviluppare, seppur nella competizione, il senso della lealtà sportiva, l’accettazione della regola, il rispetto dell’avversario. | |
| Sviluppo del senso di collaborazione e solidarietà nel gioco. |
| Partecipazione a tornei di calcetto, atletica e di pallavolo (sede centrale – sedi staccate). | |
| Partecipazione ai tornei . |
Sarà oggetto di valutazione soprattutto il grado di socializzazione raggiunto nelle varie attività.
I comportamenti di solidarietà, di rispetto e di saluto manifestati nei confronti dell’avversario; l’impegno e il contributo personale nelle attività.
Le norme comportamentali nella competizione e nella manifestazione dell’incoraggiamento della propria squadra saranno tabulate ed esposte nella palestra o nelle sedi di svolgimento dei giochi.
| Attrezzatura ginnico sportiva presente a scuola. | |
| Materiale di facile consumo. |
La condizione di svantaggio culturale di allievi con situazioni familiari deprivate, scarsa scolarizzazione, livelli di partenza molto distanti dai requisiti standard della classe frequentata, determinano, il più delle volte, nell’alunno difficoltà ad adottare comportamenti pertinenti al contesto educativo e conseguente rischio di insuccesso scolastico (pluriripetenze e abbandoni).
La scuola, che ha il compito di rimuovere gli ostacoli e creare le condizioni per l’uguaglianza delle opportunità educative e formative, agirà sul piano socio-economico, offrendo servizi adeguati ai maggiori bisogni di chi è socialmente e individualmente più svantaggiato e, nei casi più gravi, collaborando e segnalando all’ente locale e ai servizi di assistenza socio-sanitari le situazioni a maggior rischio.
Sul piano didattico educativo adotterà un modello organizzativo flessibile che consenta l’individualizzazione dei percorsi e l’attuazione di iniziative di recupero e sostegno per gli alunni con maggiori difficoltà nell’ apprendimento e nell’acquisizione degli obiettivi essenziali alla formazione.
In particolare:
| all’interno della propria disciplina, in misura del 20%, ogni insegnante programma delle attività differenziate, momenti di attenzione individualizzata e verifiche adeguate. | |
| Si predispongono attività in piccoli gruppi o in coppia in cui sono previsti ruoli e compiti differenziati. | |
| Su indicazione dei consigli di classe , potranno essere organizzati, a seconda della disponibilità finanziaria relativa all’anno in corso, corsi di recupero pomeridiani finalizzati a: | |
| Interventi di recupero sulle abilità di base. | |
| Recupero della motivazione attraverso interventi appropriati. | |
| Attività espressive e pratico manuali. | |
| Ricerche di studio sul territorio e sull’ambiente. | |
| Attività di semplice drammatizzazione. | |
| Partecipazione a concorsi. | |
| Attività motorie. |
Relativamente al presente anno scolastico, a seguito delle decisioni prese in sede di Collegio Docenti in data 12.09.07 si è predisposto l’utilizzo del 50% delle ore a disposizione per plesso e singolo docente in base al sottostante tabulato.
|
Plesso |
Docente-Disciplina |
Corso |
N° ore-recupero |
Strategie |
Tot. |
|
Via De Biase |
Amadori-Lettere |
H |
2 |
Recupero alunni in difficoltà |
|
|
|
Fiori- Lettere |
D |
2 |
Compresenza classe 1 |
|
|
|
Nurra Lettere |
E |
2 |
Recupero alunni in difficoltà |
|
|
|
Casu Lettere |
Lab. |
3 |
A disposizione |
------ |
|
|
Leo Lettere |
G |
2 |
Recupero alunni in difficoltà |
|
|
|
Deriu Lettere |
G |
3 |
Compresenza |
|
|
|
Piras Matematica |
G |
3 |
17 |
|
Via XX Settembre |
|
|
|
|
|
|
|
Buseddu-Lettere |
B |
2 |
Recupero alunni in difficoltà |
|
|
|
Casu P. Lettere |
Lab. |
3 |
A disposizione |
|
|
|
Pagano B. Lettere |
A |
2 |
Recupero alunni in difficoltà |
|
|
|
Leo M. Lettere. |
C |
1 |
Compresenza nella classe II |
|
|
|
Del Rio P. Lettere |
C |
3 |
|
|
|
|
Sini G.E. Art. |
C |
1 |
Compresenza |
|
|
|
Marras M. Lettere |
F |
2 |
Recupero alunni in difficoltà |
11 |
|
*Fertilia |
|
|
|
|
|
|
|
Chessa L.-Lettere |
7 |
7 |
A seconda delle necessità si alterneranno le sostituzioni alle attività di recupero e potenziamento |
|
|
|
Doppiu-Lettere |
2 |
2 |
|
|
|
|
Asara-Matematica |
6 |
6 |
|
|
|
|
Casu Matematica |
6 |
6 |
21 |
|
|
S. M. La Palma |
|
|
|
|
|
|
|
0-ore |
|
|
|
0 |
Il Collegio dei Docenti e i Consigli di Classe interessati si impegnano ad attuare l’insegnamento e l’integrazione degli alunni portatori di handicap secondo il dettato costituzionale e in piena osservanza delle leggi vigenti, le quali sostengono la massima individualizzazione dell’insegnamento.
1. Analisi precisa della situazione di disagio dell’alunno.
2. Coinvolgimento della scuola elementare di provenienza dell’alunno H, la famiglia, il Consiglio di Classe della scuola media e la USL per raccogliere tutti i dati essenziali per la programmazione e la realizzazione concreta delle diverse strategie educative e didattiche.
3. Identificazione della situazione del portatore di H. da parte del C.d.C. per poter tracciare il profilo dell’alunno e la successiva programmazione.
4. Osservazione e valutazione attenta dell’alunno H durante il primo periodo di frequenza.
5. Definire il piano individualizzato.
Il C.d.C. individuerà dopo il primo periodo di osservazione, gli obiettivi generali tenendo conto del profilo dell’alunno H, delle caratteristiche della classe in cui è inserito, delle risorse offerte dalla scuola e dal territorio e in base alle competenze e responsabilità dei singoli insegnanti si definiranno:
a)gli obiettivi delle singole discipline;
b)i tipi di intervento;
c)l’interazione tra i docenti;
d)i materiali didattici;
e)gli interventi terapeutici;
f)luoghi e tempi di azione;
6. Attuazione costante di verifiche e valutazioni periodiche.
|
Il C.d.C. prenderà atto, nelle varie riunioni, del programma svolto, ed esprimerà una valutazione complessiva degli eventuali progressi ottenuti. |
7. Coinvolgimento della famiglia dell’alunno H nell’attività didattica ed educativa, al fine di attuare collaborazione reciproca con le strutture sanitarie e gli enti territoriali preposti.
8. Valutazione dei risultati ottenuti non solo in termini di promozione affettiva, umana e sociale, ma anche dal punto di vista delle conoscenze e abilità acquisite.